Lo Spazio Annebbia la Vista
Ricordi quella sensazione di pressione alla testa quando ti pieghi con la testa in giù? Ecco, immagina di viverla costantemente per mesi e con il mal di testa; è un po’ quello che succede agli astronauti nello spazio.
Problemi alla vista degli Astronauti ?
Si chiama SANS (sindrome neuro-oculare da volo spaziale) e sta dando parecchi grattacapi alla NASA e, in parole semplici, riguarda problemi agli occhi e alla vista causati dall’assenza di gravità.
Se ne parla già dal 2005, quando un astronauta americano, tornato da sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, presentò un gonfiore (edema) del nervo ottico insieme ad altri cambiamenti nell’occhio. Da allora si è capito che, in microgravità, il corpo cambia: i liquidi si accumulano all’interno della testa e questo può alterare la pressione dentro il cranio, con effetti anche sugli occhi.
Chi sviluppa la SANS può avere occhi gonfi, cambiamenti come ovalizzzazione nella forma del bulbo oculare, problemi al nervo ottico e una vista che peggiora nel tempo. Alcuni astronauti, dopo un po’ in orbita, fanno fatica persino a leggere correttamente i comandi. E la cosa più preoccupante è che, una volta tornati sulla Terra, non sempre recuperano completamente.
Il problema ha colpito circa metà degli astronauti della NASA dopo missioni lunghe, e non è un caso che Suni Williams e Butch Wilmore, rimasti bloccati sulla ISS per oltre 9 mesi invece degli 8 giorni previsti, siano stati monitorati con attenzione. Non colpisce tutti allo stesso modo: alcuni astronauti ne soffrono, altri no. Proprio per questo i ricercatori stanno cercando di capire chi è più a rischio, così da poter prevenire il problema.
La SANS è oggi una delle principali preoccupazioni della NASA, soprattutto pensando a missioni lunghe, come quelle future verso Marte. Per studiarla meglio, sono in corso ricerche internazionali che coinvolgono anche centri italiani.
In generale, questa sindrome si manifesta soprattutto dopo missioni lunghe, come quelle sulla ISS. I sintomi più comuni includono vista offuscata, cambiamenti nella forma dell’occhio, gonfiore del nervo ottico e problemi alla retina.
Cura
Al momento non esiste una cura specifica, ma gli scienziati stanno studiando diverse soluzioni, come sistemi per ridurre lo spostamento dei liquidi o tecniche migliori per monitorare gli astronauti durante e dopo le missioni.
C’è anche un legame interessante con una condizione che esiste sulla Terra, chiamata ipertensione intracranica idiopatica, che provoca mal di testa, problemi alla vista e altri sintomi simili. In entrambi i casi, uno dei segnali tipici è il gonfiore del nervo ottico.
La buona notizia? I ricercatori stanno facendo progressi. Team internazionali, a partire dalla NASA, stanno studiando come individuare chi è più a rischio prima della partenza. E c’è un collegamento interessante con una sindrome terrestre simile, legata a problemi di circolazione venosa nel cervello, che potrebbe aprire nuove strade per la prevenzione.
Insomma, conquistare Marte richiederà prima di proteggere i nostri occhi.