Il crosslinking CXL

E’ una procedura chirurgica di rafforzamento di una cornea indebolita o deformata da alcune patologie. Le principali indicazioni sono il cheratocono evolutivo e l’ectasia post chirurgia refrattiva (PRK e LASIK) . Applicazione aggiuntiva è la degenerazione pellucida. Il cross-linking rinforza e stabilizza la cornea, creando numerosi legami fra i suoi strati di fibre collagene, che ne costituiscono la massa principale della cornea e le forniscono solidità strutturale. La cornea diviene più rigida e meno deformabile.

Come si esegue il cross-linking

cross linking schema tecnico

Durante l’intervento, inizialmente si satura la cornea con molto collirio speciale concentrato di vitamina B2 o riboflavina e, successivamente, uno strumento apposito irradia l’occhio con luce ultravioletta per circa mezz’ora. La luce attiva la riboflavina nella cornea. Questo aiuta a formare nuovi legami tra le fibre di collagene nella cornea, rendendola più stabile.

L’efficacia del cross-linking richiede alcuni mesi e una stabilizzazione fino ad un anno dopo. La vista non viene molto modificata, ma si interrompe il peggioramento dovuto alla progressione dell’indebolimento corneale.
L’intervento, dura 30-40 minuti, si esegue in sala operatoria in anestesia topica con collirio anestetico. E’ leggermente sgradevole, ma non doloroso. Non richiede ricovero.

L’esecuzione con rimozione dell’epitelio corneale superficiale (epi-OFF) consente una azione più profonda e quindi una maggiore stabilizzazione, ma la guarigione è più lunga e fastidiosa. La tecnica epi-ON lascia intatto l’epitelio, ha una guarigione più rapida, ma va meno in profondità. Sarebbe, quindi, più indicata per le patologie con scarsa evolutività e le cornee più sottili.
Entrambe queste procedure presentano vantaggi e svantaggi, che sono valutati caso per caso.

La guarigione richiede qualche settimana e qualche limitazione di attività.
I risultati dell’intervento di cross-linking diventano evidenti dopo alcune settimane o mesi e si possono notare miglioramenti anche 1 anno dopo la procedura.

Le complicanze del cross-linking potrebbero essere danni da raggi ultravioletti alla cornea, al cristallino o alla retina; per questo motivo il cross-linking dovrebbe essere evitato quando la cornea è troppo sottile e il cheratocono è in fase avanzata.

Chi può beneficiare del crosslinking

cheratocono avanzatosezione OCT

Cheratocono

Il cheratocono è una patologia degenerativa costituzionale, non infiammatoria della cornea e presenta spesso una componente genetica familiare. E’ classificata come malattia rara, ma ormai la topografia-OCT ha dimostrato che la malattia nella forma a scarsa evoluzione non è affatto rara.

Il difetto genetico coinvolge la formazione di lamelle di collagene “più deboli” e con difetti di conformazione. La cornea va incontro ad un progressivo assottigliamento e una deformazione irregolare con “spanciamento” verso l’esterno. Nei casi estremi, non trattati, la cornea si può perforare spontaneamente nel punto più sottile.

Questa condizione bilaterale, spesso asimmetrica, quando si manifesta in età infantile, e adolescenziale è in genere rapidamente progressiva. Le forme più lente appaiono spesso nei giovani adulti e progrediscono poco fino circa alla quarta decade di vita.

Passate le fasi iniziali, poiché la forma della cornea diventa sempre più irregolare ed asimmetrica, la progressiva diminuzione di vista è difficilmente correggibile con occhiali. Sono preferite lenti a contatto speciali, non sempre tollerate. In questi casi la indicazione diventa allora il trapianto di cornea.
Il cross-linking del cheratocono è, invece, in grado di rallentare la progressione nella grande maggioranza dei casi e quindi impedire il peggioramento, ma non può restituire la cornea ad una forma regolare.

Quando la vista per lontano diminuisce, soprattutto in un giovane, e si rileva un astigmatismo che prima non c’era, è utile fare una topografia corneale. Questo esame è in grado di rilevare in fase iniziale cheratoconi e sospetti cheratoconi.

Chi e quando

Questo trattamento è consigliato ai pazienti che si trovano nelle fasi iniziali ed intermedie del cheratocono e possono raggiungere ancora una buona vista con gli occhiali.

Quando la deformazione è molto accentuata e la vista bassa, è preferibile la chirurgia che consiste nel trapianto di cornea.

Poiché quando il deterioramento si evidenzia dopo i 20-25 anni può non esserci evoluzione, il trattamento non è consigliato agli adulti stabili e con una buona vista.

Negli adolescenti e giovani adulti il cheratocono può avere un progresso molto rapido nell’ordine di mesi. Pertanto è fondamentale intervenire appena possibile.

Il crosslinking può evitare che la vista peggiori e riduce drasticamente la necessità di trapianto di cornea.

Ectasia della cornea dopo intervento di correzione della miopia LASIK e PRK

La chirurgia refrattiva rimuove il tessuto corneale e lo assottiglia per correggere i difetti di vista. In rari casi la rimozione del tessuto indebolisce la cornea, che nel tempo si deforma, cedendo verso l’esterno in modo analogo al cheratocono. Il crosslinking è in grado di stabilizzare la deformazione.

Dopo CXL

Durante la prima settimana, mentre l’occhio sta guarendo, è importante non strofinare gli occhi, usare trucchi vicino agli occhi, fare esercizi fisici intensi, andare in bicicletta o in luoghi polverosi
All’inizio la vista sarà molto sfocata, ma migliora gradualmente entro alcune settimane con una certa variabilità da persona a persona.
Chiedere al medico quando è possibile riprendere le normali attività. La maggior parte delle persone è in grado di tornare alle normali attività quotidiane entro 1-2 settimane dall’intervento CXL.

FAQ - Crosslink per cheratocono

  • Come si fa diagnosi di cheratocono?

    • L’esame cardine è la topografia corneale con apparecchio sheimpflug o OCT. In caso di dubbio viene ripetuto periodicamente. Nei ragazzi ogni pochi mesi, nei ventenni ogni 6-8 mesi.

  • Quando è il momento giusto per fare il crosslinking?

    • Nei bambini e adolescenti dopo la prima diagnosi certa di cheratocono. Al più presto.
      Negli adulti giovani di prima diagnosi il trattamento è indicato quando si documenta un peggioramento dei parametri corneali nell’arco di 6-12 mesi, come aumento della curvatura corneale, riduzione della vista o necessità di cambiare più volte la prescrizione degli occhiali.
      Nell’adulto avanzato la progressione è molto lenta o assente. Se la vista è buona non si fa trattamento.

  • Il crosslinking è davvero efficace e quali risultati posso aspettarmi?

    • Sì, il crosslinking ha dimostrato un’elevatissima efficacia di circa il 90% nell’arrestare la progressione del cheratocono. Oltre a fermare il peggioramento, una buona parte dei pazienti riferisce anche un lieve miglioramento della vista. I risultati sono quasi sempre permanenti e stabili. I risultati definitivi si valutano dopo 6-12 mesi dal trattamento.

  • L'intervento è doloroso e come si svolge?

    • L’intervento di crosslinking viene eseguito in anestesia topica con gocce anestetiche, si avverte un modesto fastidio durante la procedura. L’intervento dura circa 40-60 minuti in regime ambulatoriale. Dopo aver anestetizzato l’occhio, si rimuove delicatamente l’epitelio corneale superficiale, si instillano le gocce di riboflavina per 15-20 minuti e poi si espone l’occhio alla luce UV-A per circa 30 minuti. Al termine, una lente a contatto protegge l’occhio per alcuni giorni.

  • Ci sono rischi o controindicazioni per il crosslinking?

    • Il crosslinking è una procedura considerata sicura con un basso tasso di complicazioni.
      I rischi principali includono infezione superficiale, ritardo nella guarigione dell’epitelio, offuscamento della vista temporaneo o prolungato, un calo della vista per un calo di trasparenza della cornea dovuto alla reazione dei tessuti. Le probabilità sono basse, ma esistono.
      Le controindicazioni includono cornee troppo sottili (meno di 400 micron), infezioni oculari attive, gravidanza e allattamento. Inoltre, cheratoconi stabili nel tempo in adulti con una vista corretta di 7/10 o meglio.
      È importante che il trattamento venga eseguito da chirurghi esperti e in centri specializzati. La stragrande maggioranza dei pazienti non presenta complicazioni significative e i benefici superano ampiamente i rischi, considerando che senza trattamento il cheratocono continuerebbe a peggiorare.

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