Cos'è il pucker maculare

Le membrane epiretiniche (ERM o MRE), il cellophane e i pucker maculari sono diversi forme di membrane fibrocellulari senza vasi sanguigni, semitrasparenti, che si formano sulla superficie della retina. I pucker sono le forme più avanzate.

La formazione inizia dal distacco posteriore del vitreo (il gel intraoculare) un processo naturale di disgregazione, che avviene negli anni in oltre il 75% delle persone. Durante questo processo, il gel vitreale si separa dalla retina. Nel caso di insorgenza di un difetto nello strato superficiale della retina, un tipo di cellule, chiamate cellule gliali, possono migrare e iniziare a formare una membrana sulla superficie retinica. Questa membrana detta cellophane, è all’inizio trasparente. Lentamente può ispessirsi, contrarsi e causare trazione, increspature della retina e la distorsione della struttura della retina centrale. Il raggrinzimento della retina sottostante porta a una diminuzione della vista e distorsione delle immagini (metamorfopsia).
Non sappiamo il motivo preciso per cui le ERM si formino solo in una parte dei casi e cosa inneschi il meccanismo.

Il tipo più comune di pucker maculare è legato all’età. Il 2% dei pazienti di età superiore ai 50 anni e il 20% di quelli di età superiore ai 75 anni presentano segni di ERM, anche se la maggior parte non necessita di trattamento. Entrambi i sessi sono colpiti in egual misura.

L’ERM è anche associato a patologie quali precedenti lacerazioni o distacchi della retina, malattie vascolari della retina quali la retinopatia diabetica o la malattia occlusiva venosa; può anche essere post-traumatico, verificarsi in seguito a un intervento chirurgico oculare, o essere associato a infiammazione intraoculare (all’interno dell’occhio). Nella maggior parte dei casi sono formazioni lievi che causano sintomi minimi e vanno solo controllate nel tempo. I pucker avanzati alterano e distorcono la macula, la parte centrale della retina, che ci aiuta a distinguere i dettagli fini utilizzati per leggere e riconoscere i volti. Questi sono sintomatici e Quando lo spessore e la continua contrazione proseguono, il danno retinico diventa rilevante e poco reversibile. Il raggrinzimento della macula provoca perdita della vista e metamorfopsia (distorsione delle immagini). Per evidenziare e monitorare la situazione, si può eseguire a casa periodicamente il test di Amsler.

Sintomi

La maggior parte dei pazienti affetti da ERM poco evoluta non presenta sintomi; l’ERM viene diagnosticata durante un esame della retina o mediante imaging retinico, con la tomografia a coerenza ottica (OCT). In questi casi, i pazienti hanno in genere una vista normale o quasi normale. Tuttavia, l’ERM può progredire lentamente, causando una vaga distorsione visiva che può essere percepita meglio chiudendo l’altro occhio.
I pazienti possono notare la metamorfopsia, un sintomo che causa una distorsione visiva in cui le forme normalmente diritte, come una cornice o il telaio di una porta, appaiono “ondulate” o “storte”, soprattutto se confrontate con l’altro occhio. Nei casi avanzati, ciò può portare a una grave diminuzione della vista.

Test diagnostici

Molte membrane vengono diagnosticate durante una visita oculistica di routine. La tomografia a coerenza ottica (OCT) è un importante metodo di imaging utilizzato per valutare la presenza, la struttura e lo stadio dell’ERM. A volte, vengono utilizzati test aggiuntivi come l’angiografia con fluoresceina per determinare se altri problemi retinici sottostanti hanno causato l’ERM.

Pertanto un esame OCT di screening è consigliato a tutte le persone al di sopra dei 60 anni.

Trattamento e prognosi

Poiché la maggior parte delle ERM è abbastanza stabile dopo un periodo iniziale di crescita, è sufficiente monitorarle fintanto che non compromettono in modo significativo la vista. In rari casi, la membrana si stacca spontaneamente dalla retina, alleviando la trazione e ripristinando la vista. Tuttavia, se un esame mostra una progressione e/o un peggioramento della vista, può essere raccomandato un intervento chirurgico.

Non ci sono colliri, farmaci o integratori alimentari per trattare le ERM. L’intervento chirurgico di vitrectomia con peeling della membrana o del pucker è l’unica opzione efficace. Con la vitrectomia, attraverso piccole incisioni di inferiori al millimetro, il gel vitreale viene asportato. Ciò consente di accedere alla superficie della retina, dove l’ERM può essere rimosso con una pinza delicata, permettendo così alla macula di rilassarsi e diventare meno rugosa. Il processo di ri-assestamento della retina è totalmente spontaneo e può essere incompleto.

Il recupero della vista è lento e la maggior parte degli occhi mostra un miglioramento progressivo ma può essere necessario anche fino un anno per ottenere il massimo miglioramento dell’acuità visiva.

Il recupero visivo dipende molto dal danno alla delicata struttura della macula ed è molto variabile da persona a persona.

Complicanze

La vitrectomia è oggi un intervento di routine, ma ci possono essere complicanze. La principale complicanza è un’alterazione della macula determinata da una adesione tenace fra pucker e retina. Le piccole emorragie superficiali si riassorbono. La retina è molto vascolarizzata e le emorragie nello spessore del tessuto possono essere fonte di danno.

Circa 1-2 pazienti su 100 sviluppa successivamente un distacco della retina e 1 su 2000 sviluppa un’infezione dopo l’intervento. I pazienti che hanno ancora il cristallino naturale svilupperanno una maggiore progressione della cataratta nell’occhio operato dopo l’intervento.

I fattori che influenzano il risultato visivo includono:

  • Il grado di trazione e distorsione della struttura e la densità di adesione alla retina sono fattori molto rilevanti
  • Da quanto tempo è presente l’ERM
  • La causa dell’ERM. Gli ERM legati solo all’età hanno una prognosi migliore rispetto agli occhi con precedente distacco della retina o malattie vascolari della retina

L’intervento chirurgico per l’ERM ha un buon tasso di successo e la maggior parte dei pazienti sperimenta un miglioramento dell’acuità visiva e una diminuzione della metamorfopsia dopo la vitrectomia. La quantità di vista che viene recuperata è molto variabile.

FAQ - Chirurgia del pucker maculare

  • Quando si opera il pucker maculare?

    • L’intervento chirurgico è raccomandato quando: l’acuità visiva scende sotto una soglia di circa 6-7/10, quando le distorsioni visive sono ben percepite e interferiscono significativamente con le attività quotidiane, quando si verifica un peggioramento progressivo documentato all’OCT.
      La decisione viene sempre presa considerando l’età del paziente, le sue aspettative e la qualità di vita.

  • Quanto è il recupero dopo l'intervento di vitrectomia?

    • Il recupero è generalmente graduale. Il miglioramento visivo inizia dopo alcune settimane e continua fino a 9-10 mesi. La maggior parte dei pazienti nota una significativa riduzione delle distorsioni visive e un miglioramento dell’acuità visiva. Il recupero della vista può essere completo, è parziale in molti casi e raramente quasi nullo.

  • Ci sono rischi nell'operazione di pucker maculare?

    • Come ogni intervento chirurgico, la vitrectomia presenta dei rischi, anche se generalmente bassi. La principale complicanza è un’alterazione della macula determinata da una adesione tenace fra pucker e retina. Le piccole emorragie superficiali si riassorbono. La retina è molto vascolarizzata e le emorragie nello spessore del tessuto possono essere fonte di danno. Circa 1-2 pazienti su 100 sviluppa successivamente un distacco della retina e 1 su 2000 sviluppa un’infezione dopo l’intervento. I pazienti che hanno ancora il cristallino naturale svilupperanno di frequente una maggiore progressione della cataratta nell’occhio operato dopo l’intervento.

  • Il pucker maculare può ripresentarsi dopo l'operazione?

    • La recidiva del pucker maculare dopo vitrectomia è relativamente rara, verificandosi in meno del 5% dei casi nel tempo in modo parziale.

  • Come è la procedura?

    • L’intervento ha una durata di 40-50 minuti. Viene eseguito molto spesso in anestesia locale. E’ in regime di day-hospital, con o senza una notte di degenza per il controllo del primo giorno postoperatorio.

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