Le Pupille che Danno la Vita

Sulla prua delle tradizionali imbarcazioni vietnamite, tra il rumore delle onde e il lento scorrere dei fiumi, compaiono due grandi occhi dipinti. A volte sono enormi e intensi, altre volte più piccoli e delicati. Ma hanno tutti qualcosa di inquietante: sembrano davvero guardare ciò che si muove davanti a loro.
Quell’occhio, spesso racchiuso in un cerchio bianco e nero, non è un semplice ornamento. È lì per proteggere la barca e chi la conduce.
Secondo un’antica tradizione, infatti, la barca non è soltanto un oggetto. È quasi una creatura vivente. Ha un’anima, ha bisogno di occhi per orientarsi, per trovare i pesci e, soprattutto, per vedere ciò che si nasconde nelle profondità.
E dietro questi occhi c’è una leggenda ancora più affascinante.
Si racconta che, un tempo, i pescatori delle terre che oggi conosciamo come Vietnam dovessero affrontare terribili creature del mare e dei fiumi. Tra queste c’era il Thuong Luong, conosciuto anche come Giao Long, il leggendario “Dragone Marino”. Si diceva che queste creature potessero assalire le imbarcazioni, rovesciarle e trascinare i pescatori nelle acque.
Per difendersi, gli anziani tramandarono un semplice stratagemma: dipingere grandi occhi sulla prua delle barche.
L’idea era che il mostro, vedendo quegli occhi, potesse scambiare la barca per una creatura della propria specie e lasciarla passare.
Ma quegli occhi non servivano soltanto a ingannare i mostri.
Prima di essere dipinti, in alcune comunità la barca veniva preparata con un piccolo rituale. A prua si offrivano frutta, fiori e incenso. Lo scafo veniva purificato con l’acqua e venivano recitate alcune preghiere. Solo alla fine comparivano le pupille.
Era quello il momento in cui, secondo la tradizione, la barca prendeva vita.
Da allora, i suoi occhi diventavano sacri e nessuno avrebbe dovuto toccarli.
Anche oggi, lungo le coste e i fiumi del Vietnam centrale e meridionale, questi occhi continuano a comparire sulle imbarcazioni. Cambiano forma e stile a seconda della regione: al sud sono spesso grandi, audaci e quasi minacciosi; lungo la costa centrale diventano più piccoli, raffinati e discreti.
Ma il significato rimane. 
Ogni barca ha il suo sguardo. Ogni sguardo racconta una storia.
E mentre la barca scivola sull’acqua, quegli occhi continuano a fissare l’orizzonte…
come se sapessero che, sotto quella superficie apparentemente tranquilla, qualcosa potrebbe sempre essere in agguato.